Seminario “Modifiche costituzionali e legge elettorale”

seminario modifiche costituzionali e legge elettorale salerno

Martedì 15 marzo, dalle ore 18:00, presso la sede della CGIL FP di Salerno in C.so Garibaldi 33, si è tenuto il seminario “Modifiche costituzionali e legge elettorale, effetti sulla forma di stato e sulla forma di governo”.

Il programma ha visto:

introdurre e coordinare i lavori
dott. Vittorio Salemme (Segreteria ANPi di Salerno)

le relazioni di
sen. Luigi Marino (Presidente Regionale dell’ANPI)
prof. Giuseppe D’Angelo (Università degli Studi di Salerno)

Resoconto e materiali

Con il feticcio della “Governabilità” si sta attuando un vero e proprio attentato al sistema costituzionale. La democrazia parlamentare sta per essere modificata in maniera grave, creando uno squilibrio nei poteri dello stato.

Questo strozza il confronto politico impedendo la necessaria partecipazione dei cittadini al processo decisionale su scelte che determinano un significativo cambiamento del Patto costituzionale sul quale si fonda l’unità del popolo italiano come comunità politica.

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MGA per il NO: il Referendum costituzionale è affare di tutti i giuristi

mga salerno comitato per il no costituzionale

Il disegno di legge Renzi-Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948, ed è volto ad affrontare un momento storico difficile e una pesante crisi economica concentrando il potere sull’esecutivo, riducendo la partecipazione democratica, mettendo il bavaglio al dissenso.

Così i costituzionalisti Rodotà, Carlassare, Pace, Villone e Ferrara si rivolgono ai cittadini italiani nel loro appello del 12 ottobre 2015, quando la cosiddetta riforma del Senato doveva ancora vedere la luce.
Oggi, a legge ormai approvata, e in vista del referendum costituzionale che chiamerà i cittadini italiani ad esprimersi su di essa, si impone una riflessione.
Lo scontro referendario fra il sì ed il no alla riforma, non è questione che si giochi sul terreno dello scontro fra fazioni “politiche” nel senso ormai quasi retrivo del termine. Non è nemmeno, come il presidente del Consiglio vorrebbe ridurla, una sorta di questione di fiducia – stavolta demandata direttamente al popolo – sull’operato del Governo: è molto, ma molto di più.
Sono in gioco invece faccende assai più rilevanti: l’impatto dello sbilanciamento in favore dell’esecutivo della nostra Costituzione voluto da Renzi “sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sulla partecipazione democratica, sul diritto di voto”, sul sistema di contrappesi che caratterizzano la nostra forma di Stato, sono terreno proprio del cittadino, e ancor di più del giurista.

Come giuristi, quindi, gli avvocati di MGA ritengono di non potersi esimere dall’esserci nello scontro.
Non tanto per difendere tout court una Costituzione già alterata dalla revisione raffazzonata del titolo V e dalla previsione in essa del vincolo di bilancio; non certo per disconoscere l’affanno della nostra carta fondamentale a fronte della crisi dei partiti e dei sindacati tradizionali e del sorgere di nuove forze dal basso.
Ma perchè “l’assetto istituzionale è decisivo per l’attuazione dei diritti e delle libertà” previsti nella prima parte della Costituzione stessa.
Gli avvocati, che da mesi plaudono ai colleghi tunisini in ragione del loro impegno politico per la democrazia e per la pace nel loro paese, hanno il dovere di difendere i diritti e le libertà costituzionali della Repubblica, e infine la democrazia stessa; minata in radice dalla forma di Stato ipermaggioritaria e accentrata voluta dal Governo.

Per queste ragioni, MGA aderisce al comitato per il NO; invita l’OUA, quale rappresentanza politica di tutta l’avvocatura, a volersi esprimere sul punto; auspica che l’Organismo Unitario si schieri apertamente contro lo spostamento dell’asse istituzionale dalla centralità democratica del Parlamento a favore dell’esecutivo.
Su questo scacchiere tutti devono prendere posizione, noi l’abbiamo presa.

Perché votare no! Il Manifesto di Gustavo Zagrebelsky

votare no per salvare la costituzione

Il Fatto Quotidiano ieri in edicola ha pubblicato il manifesto scritto dal costituzionalista Gustavo Zagrebelsky per Libertà e Giustizia che illustra le ragioni del “no” al referendum di ottobre. Si tratta di una utile guida in 15 punti, con i quali il giurista e presidente emerito della Corte costituzionale illustra altrettanti motivi per votare contro la deforma Renzi-Boschi e tutte le risposte alle obiezioni confezionate in questi mesi da chi è a favore. Inizia dal refrain del “gli italiani aspettano queste riforme da vent’anni” e termina con l’autopromozione dei proponenti, per cui non si possono sconfessare i “saggi” che hanno scritto le riforme. Gli italiani che “aspettano”, sostiene poi il costituzionalista, non sono tutti gli italiani ma solo alcuni, sempre quelli: “gli stessi che negli anni hanno cercato di modificare la Costituzione spostandone il baricentro a favore del governo o del leader”. E dunque: “A coloro che vogliono parlare “per gli italiani”, diciamo: parlate per voi”.

Anche chi tira in ballo l’Europa trova nel testo risposte nette, così come chi usa strumentalmente il tema della “governabilità” dell’Italia cui devono contrapporsi, semmai, “partecipazione e governo”. Entra nel gorgo dei nodi costituzionali, il giurista, contestando alla radice l’esistenza di un “governo costituente” che definisce di per sé “espressione ambigua”, degna dei “governi dei caudillos e dei colonnesi sudamericani”. Perché il popolo e la sua rappresentanza, in democrazia, possono essere “costituenti”.

Mentre i governi? I governi sono l’espressione di una parte del Paese e della politica, e “devono stare sotto la Costituzione, non sopra”.

Leggi l’articolo: Guida al Referendum – Il manifesto del presidente emerito della Corte Costituzionale